Chi cammina nei sentieri che dalla Val di Rabbi salgono verso il Parco Nazionale dello Stelvio entra in uno degli ambienti alpini più integri d'Italia. Il parco, tra i più estesi e antichi del Paese, protegge dal 1935 un vasto territorio di alta montagna a cavallo tra Trentino, Alto Adige e Lombardia: la Val di Rabbi, insieme alla vicina Val di Peio, rappresenta uno degli accessi occidentali a questo mondo naturale, dove la presenza dell'uomo resta discreta e la fauna alpina trova ancora spazi ampi per vivere.
Gli animali che si incontrano in quota
Salendo di quota, gli incontri più frequenti sono con cervi, caprioli e camosci, mentre più in alto, su creste e pareti rocciose, si possono osservare gli stambecchi, reintrodotti nel parco a partire dagli anni Sessanta e oggi ben insediati. Marmotte, lepri alpine, ermellini e martore completano il quadro dei mammiferi più comuni, mentre negli ultimi anni sono tornati a comparire, sia pure in modo sporadico, alcuni esemplari di orso bruno, frutto anche dei progetti di reintroduzione avviati in Trentino.
Il cielo del parco: rapaci e galliformi alpini
Il Parco Nazionale dello Stelvio ospita oltre 130 specie di uccelli, tra cui spicca l'aquila reale, che pattuglia le pareti rocciose in cerca di prede. Non è raro avvistare anche gallo cedrone, gallo forcello, pernice bianca e coturnice, specie tipiche degli ambienti d'alta quota, insieme a nocciolaia e gracchio alpino, più facili da osservare nei pressi dei sentieri più frequentati.
I boschi e la vegetazione d'alta quota
La vegetazione del parco segue la classica successione altitudinale delle Alpi: partendo dal fondovalle si incontrano boschi misti che lasciano progressivamente spazio alle conifere tipiche di montagna — abete rosso, larice, cirmolo (o pino cembro) — fino ad arrivare, oltre il limite del bosco, ai pascoli d'alta quota, dove crescono rododendro, ginepro nano, mirtillo e ontano verde. In autunno, i boschi di larice regalano uno degli spettacoli più belli dell'intero arco alpino, quando gli aghi si tingono di un giallo dorato intenso.
Un ecosistema da rispettare
Proprio perché si tratta di un'area protetta, muoversi nel Parco Nazionale dello Stelvio richiede alcune accortezze: restare sui sentieri segnati, non disturbare la fauna, non raccogliere piante o minerali e portare via con sé ogni rifiuto. Sono piccole regole che permettono a questo ambiente di restare, ancora oggi, uno degli ultimi grandi rifugi della fauna e della flora alpina in Italia — e uno dei motivi principali per cui vale la pena scegliere la Val di Rabbi come base per esplorarlo.
I momenti migliori per l'osservazione naturalistica
La primavera e l'inizio dell'estate sono ideali per osservare le fioriture d'alta quota e gli animali con i loro piccoli, mentre l'autunno regala il periodo del bramito dei cervi, un momento particolarmente suggestivo per chi si trova nei boschi al tramonto. L'inverno, con la neve che ricopre pascoli e creste, rende più facile individuare le tracce degli animali, anche se molte specie riducono l'attività nelle ore più fredde della giornata.
Escursioni guidate e centri visita
Per chi desidera approfondire la conoscenza della fauna e della flora del parco, è possibile partecipare a escursioni guidate organizzate da guide alpine ed esperti naturalistici locali, spesso disponibili nei mesi estivi. Anche i centri visita del Parco Nazionale dello Stelvio, presenti in diverse località della zona, offrono un buon punto di partenza per orientarsi tra le specie animali e vegetali che popolano la valle, prima di avventurarsi sui sentieri.
La porta del Parco dello Stelvio è a due passi — Villetta sulle Dolomiti
Dai nostri appartamenti a Pracorno potete raggiungere in breve tempo i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, tra fauna alpina e paesaggi incontaminati.